Manutenzione in realtà aumentata, tre licenze donate all’Ipsia Frau

La realtà aumentata applicata alla manutenzione. Così la didattica a distanza e il lockdown si trasformano in nuova esperienza per gli studenti e le studentesse del settore meccanico delle tre sedi dell’Ipsia “Renzo Frau” di Sarnano. Intercettata dal professor Alessio Trapè, l’azienda “Icona”, con sede a Cinisello Balsamo, ha messo a disposizione dell’istituto, gratuitamente e per oltre un anno, tre licenze della versione Eagle di Acty.

Acty è un software per la manutenzione in realtà aumentata che permette la connessione tra un ufficio tecnico e il tecnico operatore che si trova nel luogo dove deve essere effettuata la manutenzione. In sostanza, il manutentore sul posto, grazie all’uso della telecamera del suo cellulare o agli Smart glasses, può permettere al tecnico collegato con pc, tablet o smartphone di valutare il problema e indicare con disegni, frecce, segnali e testo le varie fasi per fornire l’assistenza necessaria. Acty offre anche la possibilità di collegamento simultaneo di più esperti per uno stesso cliente, e il manutentore, grazie alla realtà aumentata, ha la possibilità di lavorare con le mani libere.

«Con questo progetto – ha commentato Giorgio Nepa, Ceo di Icona, nella videolezione di presentazione del software a docenti, alunni ed alunne dell’Ipsia “Renzo Frau” – vogliamo avviare una collaborazione che possa aiutare gli studenti e le studentesse a interfacciarsi con il mondo del lavoro».

«Il senso di questo software – ha spiegato Trapè, ingegnere e docente – è che si potrà formare tecnici senza dover ricorrere all’affiancamento fisico. Ma nessuno può sostituire le mani di un manutentore. Questa modalità è assolutamente innovativa per il nostro territorio, e noi cerchiamo di preparare i nostri ragazzi e ragazze per il lavoro del futuro».

«Sin dall’inizio l’obiettivo principale è stato cogliere il meglio da una situazione di emergenza – ha dichiarato Ida Cimmino, dirigente scolastica dell’istituto – trasformare quello che poteva apparire come una difficoltà insormontabile in un’opportunità di crescita individuale e collettiva, accogliere la sfida e trasformare la didattica centrata sulla progettazione statica in moduli flessibili, duttili, in grado di rispondere alle sollecitazioni giornaliere in modo rapido ed efficace, con la ricerca di strumenti e strategie nuove, frutto della sperimentazione e della ricerca, dell’autoformazione e della curiosità. L’azione di ricerca di applicativi per la realtà aumentata è nata dall’esigenza di mantenere vivo il lato concreto della didattica – prosegue – elemento essenziale degli istituti professionali che si sono visti privare delle lezioni pratiche. Si apre un panorama molto interessante che potrà aiutare gli studenti e le studentesse a sviluppare nuove competenze e spingerli con più motivazione alla maturazione di una visione autoimprenditoriale, in una logica di apprendimento continuo e capacità di adattamento ai cambiamenti, oggi sempre più rapidi. Non posso che ritenermi pienamente soddisfatta di quanto operato da tutti i docenti ed in particolare per la straordinaria azione di esplorazione del professor Alessio Trapè, che ha garantito il contatto con l’azienda».

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